ABITUDINI – 1° parte- Comprendere come si formano per sfruttarle a proprio vantaggio

da | Mar 11, 2017 | Lifestyle | 0 commenti

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente.
Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine.
Aristotele

Perché è così difficile cambiare anche se lo vogliamo veramente? Perchè siamo creature abitudinarie.

Prova a cambiare il tuo posto a tavola e non ti senti proprio a tuo agio, prova a cambiare mano con la quale ti lavi i denti e sarai praticamente incapace di farlo (come propone Andrea di Efficacemente in una sfida del suo efficacissimo percorso #365-Un anno epico), e così via per qualsiasi abitudine automatica ed acquisita che compiamo ormai senza doverci pensare.

Siamo programmati a cogliere l’opportunità migliore e più accessibile che ci capita, in quanto in Natura è meglio “un uovo oggi che una gallina domani”, perchè è più sicuro. Creare una nuova abitudine richiede uno sforzo ed un dispendio di energie e di tempo, e sempre per natura siamo indotti a conservare le energie e a fare l’azione più immediata che produca un determinato risultato.

Risultato, cediamo alle soluzioni facili, alle nostre abitudini non costruttive ma che producono un immediato risultato, pur consapevoli che non sono quello che ci fa meglio, sia che si tratti di nutrizione, attività fisica, lavoro, rapporti interpersonali.

MA, non possiamo nasconderci dietro l’aspetto evolutivo per non diventare ciò che vogliamo veramente.

Le abitudini sono necessarie. Riesci ad immaginare cosa potrebbe succedere se dovessimo prestare la stessa attenzione a qualsiasi nostra azione come facevamo quando stavamo imparando una qualsiasi abilità ora acquisita e automatica? Sarebbe il caos.

Pensa solo a quando stavi imparando a guidare, dovevi concentrarti totalmente su ogni singolo passaggio che quasi non riuscivi a parlare, mentre pensa a come funziona ora una volta che sali in macchina, esegui tutti i passaggi uno dopo l’altro in automatico senza doverci pensare.

Le abitudini così diventano una parte automatica e fissa del nostro carattere.

E se tante di esse ci fanno muovere facilmente nel mondo permettendoci di dedicare la nostra concentrazione contemporaneamente ad altro, altre sono negative vanno a discapito della nostra salute e del nostro benessere, e pur essendone consapevoli le perpetriamo .

Per tutti i motivi sopra menzionati non possiamo semplicemente cambiare le nostre abitudini dalla sera alla mattina.

Ma l’aspetto positivo di tutto ciò è che comprendendo che siamo un prodotto delle nostre abitudini, e non viceversa, e che l’abitudine si crea attraverso un processo, possiamo utilizzare questa conoscenza a nostro favore, per creare ed instaurare nuove buone abitudini da sovrapporre e sostituire a quelle negative.

E questo è un punto importante, sostituire, perchè se partiamo con l’idea che un qualsiasi cambiamento implichi una privazione allora non faremo nemmeno un passo. Già la vita è dura e piena di impegni, è importante quindi per avere successo in questo processo di individuare abitudini che ci “regalino” un’immagine/sensazione/emozione positiva.

Come si crea un’abitudine?

Come spiega Charles Duhigg nel suo “La dittatura delle abitudini”, a seguito di approfondite ricerche condotte alla fine degli anni novanta da alcuni ricercatori del MIT, emerse che esiste un meccanismo neurologico alla base delle nostre abitudini. Esso è costituito da 3 elementi sempre presenti: segnale (stimolo), routine (azione), gratificazione (ricompensa).

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Il Segnale

o stimolo è una particolare situazione o momento specifico della giornata che accende nel nostro cervello il “pilota automatico” facendoci compiere un’azione abitudinaria senza nemmeno accorgercene.

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La Routine

o azione è appunto ciò che compiamo automaticamente all’attivarsi di quel determinato segnale. Può essere una routine fisica, mentale o emotiva.

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La Gratificazione

o ricompensa è ciò che rafforza tale abitudine nel nostro cervello, ed è a tutti gli effetti una reazione biochimica che marchia e mettere tale azione nel cassetto “esperienze positive”, per far sì che il cervello se la ricordi, avendoci fatto provare una qualche forma di piacere.

Sulla base di questo schema, possiamo individuare una serie di passaggi che ci permettono di individuare una o più abitudini negative che stanno andando a discapito della nostra salute e del nostro benessere presente e futuro, e sostituirle con abitudini positive che decidiamo di creare ed automatizzare.

Lo schema di Duhill

A tale proposito ti propongo qui di seguito il pratico e utile schema di Duhill:

Con l’aiuto di questo schema prova ad individuare un paio di tue abitudini negative, e prova a convertirle in positive o a crearne di nuove.

La mia abitudine positiva

Per capire praticamente come funziona, ecco la mia abitudine positiva:

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Il Segnale

Mi alzo quando suona la sveglia

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Routine

Dopo i miei bisogni faccio una meditazione guidata di 10/15 min (rispetto al tempo che ho) davanti al mio pannello per la red Light Therapy (ricordati di usare il mio codice sconto: chiarareg).

Poi faccio un po’ di stretching con il ‘saluto al sole’. 

Mi vesto in tenuta sportiva e vado a farmi una passeggiata di 15-20 min rispetto al tempo che ho fino al bosco che ho la fortuna di avere non troppo lontano.

Tornata faccio una gustosa colazione ricca di nutrienti (guarda nelle storie fissate “food” del mio profilo instagram per alcune idee)

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Gratificazione

Questo mi fa iniziare la giornata con energia e ottimo umore

Prova, sperimenta e trova la tua routine..si instaura nel tempo.

Provaci!

Nel prossimo articolo ti darò degli spunti e consigli più dettagliati per instaurare nuove buone abitudini.